14/07/2014

Oggi, tra i messaggi, le emails, le telefonate, gli abbracci, i sorrisi, i lacrimoni, gli auguri cantati in diretta radiofonica, gli auguri inaspettati in stile Crozza/Razzi che mi hanno fatto ridere mezz’ora, le dediche musicali, Artemio, le lanterne cinesi, le torte fatte in casa e i regali a sorpresa, ci siete stati proprio tutti (anche quelli che non sono su facebook). Gli anni passano ed io ho la consapevolezza di cambiare ogni giorno. Non sempre il cambiamento è sinonimo di miglioramento, probabilmente cambio in peggio, ma nonostante questo molti di voi continuano ad esserci. Ed esserci per me vuol dire essere presenti sempre, per brindare insieme con un vino novello o in quei momenti di disperazione in cui non si vede via d’uscita. Quest’anno è stato molto complesso e intenso come lo è probabilmente quello di molti uomini che oltrepassano gli ‘anta. Un bilancio di cosa è, cosa è stato e cosa dovrebbe essere. Un miscuglio di consapevolezza, aspettative, rimpianti, malinconie, paure, incertezze, progetti e voglia di cambiare.
Col tempo ho capito molte cose che a vent’anni, come direbbe mia cugina, “intuivo ma non mettevo bene a fuoco”.
Ho capito che si può amare qualcuno per quello che è, con le sue scelte, i suoi errori e le sue cicatrici, e non per quello che vorremmo che fosse.
Ho capito che non esiste una madre migliore di quella che riesce a farlo.
Ho capito che la vita è sporcarsi, cadere e rialzarsi, sbagliare, correre a perdifiato, amare fino a spezzarsi l’anima, cantare a squarciagola, urlare, ridere a crepapelle, chiedersi ogni giorno perché, piangere con i singhiozzi, sbattere i pugni, rannicchiarsi nel letto come un bambino, stare a braccia aperte contro il vento, ballare in una piazza affollata, per sentirsi vivi, senza vergognarsi di farlo.
Ho capito che un uomo non può dire di aver vissuto se non si è mai sporcato, se non è caduto e si è rialzato, se non ha sbagliato, se non ha corso a perdifiato, se non ha cantato a squarciagola, se non ha amato fino a spezzarsi l’anima, se non ha riso a crepapelle, se non si è chiesto continuamente perché, se non ha pianto con i singhiozzi, se non si è rannicchiato nel letto come un bambino, se non è stato con le braccia aperte contro il vento e se non ha ballato in una piazza affollata senza vergognarsi.
Ho capito che l’unica vergogna è provare vergogna.
Ho capito che nessun libro può insegnare la vita.
Ho capito che i libri bisogna saperli leggere.
Ho capito che so leggere.
Ho capito che De André e Camilleri si somigliano perché i genovesi e i siciliani si somigliano.
Ho capito che posso imparare molto da un uomo che abbia una storia da raccontare.
Ho capito che le parole sono belle, ma i fatti lo sono di più.
Ho capito la differenza tra idea e azione.
Ho capito che una persona indifferente vive bene, ma fa vivere male gli altri
Ho capito che i buoni consigli non esistono.
Ho capito che posso girare per negozi giorni e giorni, per cercare un regalo da fare ad una persona che amo, provando una gioia infinita pensando alla faccia che farà.
Ho capito che un abbraccio fa bene.
Ho capito di essere un professionista dell’errore.
Ho capito che ci sono persone che pensano di aver capito quando in realtà non hanno capito niente.
Ho capito che le parole sempre e mai le usano soltanto gli idioti e i poeti.
Ho capito che puoi stare anni senza vedere qualcuno, per poi incontrarlo casualmente e accorgerti che il tempo non è mai passato.
Ho capito che non so viaggiare, ma a Genova mi sento a casa.
Ho capito che alcune persone, poche, morirebbero per rispettare la parola data.
Ho capito che sono un uomo di parola.
Ho capito che per me è sempre una questione di principio.
Ho capito che per capire non basta ascoltare, ma che ascoltare è importante per capire.
Ho capito che ciò di cui ho realmente bisogno si può riassumere in una parola.
Ho capito che ogni giorno è primavera.
Ho capito che sono sempre in ritardo.
Ho capito che, se devo giustificare un ritardo, dire “Non puoi capì che m’è successo” funziona sempre.
Ho capito che si può dire no e sì nei momenti sbagliati.
Ho capito che amo mia madre perché fa continuamente scelte sbagliate, si sporca, cade, si rialza, canta a squarciagola, urla, ride, piange, mostra fiera le sue cicatrici e non si vergogna dei suoi errori.
Ho capito che mia madre non è un uomo.
Ho capito che la cicoria è buona, ma le patatine fritte lo sono di più.
Ho capito che un bambino a volte capisce più di un adulto.
Ho capito che ci sono alcuni viaggi che si fanno per non tornare più.
Ho capito che si può scappare dagli altri, ma non da se stessi.
Ho capito che tutti hanno cinque sensi, ma non tutti li sanno usare.
Ho capito che nessuno ha il sesto senso, nemmeno io.
Ho capito che potrei vivere di sola pizza.
Ho capito che non puoi dare agli altri i tuoi occhi per vedere la vita, ognuno ha i suoi, ma prima o poi capita di incontrare qualcuno che ha i tuoi stessi occhi.
Ho capito che il profumo dei biscotti appena sfornati fa sentire meno soli.
Ho capito che le persone che ti amano darebbero la vita per non ferirti.
Ho capito che le persone ti feriscono.
Ho capito la mia colite e la rispetto anche se lei non rispetta me.
Ho capito che…potete togliermi tutto, ma non il caffellatte la mattina appena alzato (lo ha capito anche la mia colite).
Ho capito che un conto è dire ‘Aiuto! Non vedo’ e un conto è dire ‘Aiuto! Oggi è primavera e io non posso vederla’.
Ho capito che anche Gauss, Newton, Dante, Caravaggio e Proust almeno una volta nella vita si sono chiesti il perché di quello strano batuffoletto nell’ombelico.
Ho capito che se conosci fino in fondo te stesso, prima o poi riesci ad uscire da qualsiasi situazione.
Ho capito che se non ti conosci non ne uscirai mai.
Ho capito cosa è la fiducia e cosa è la delusione.
Ho capito che ho il pollice verde con le piante e con le persone.
Ho capito che di qualcuno bisogna pur fidarsi…ma si finisce sempre col fidarsi delle persone sbagliate.
Ho capito che…ecco…adesso prendo e parto…così poi vedi…ma ‘ndo vado…
Ho capito che la musica non si ascolta con le orecchie.
Ho capito che non potrò mai prendere sul serio chi si prende troppo sul serio.
Ho capito che potrei uccidere per un piatto di pasta scotta.
Ho capito che ci sono sorrisi e SORRISI, lacrime e LACRIME.
Ho capito che si può avere tutto senza avere niente.
Ho capito che so far ridere.
Ho capito che in costume faccio ridere di più.
Ho capito che, quando le circostanze sembrano negarlo, c’è sempre qualcuno che se ne frega delle circostanze e mi regala un sorriso: dio lo benedica!
Ho capito che la vita graffia.
Ho capito che l’unico modo per non avere sensi di colpa è non avere sensi di colpa.
Ho capito che potrei anche diventare vegetariano se la pizza con la mortadella non fosse così buona.
Ho capito che non sono in gara con nessuno: faccio una gran fatica a star dietro alle mie idee, figuriamoci a quelle degli altri.
Ho capito che, per quanto possiamo correre, arriviamo tutti nello stesso posto.
Ho capito che non sopporto le persone stupide.
Ho capito che gli stupidi non mi sopportano.
Ho capito che non importa dove sei, ma con chi sei.
Ho capito che chi non aveva capito è condannato a non capire mai.
Ho capito che una birra allunga la vita.
Ho capito che la vita è troppo corta per perdere tempo con gli imbecilli.
Ho capito che cambiare è una continua dimostrazione di intelligenza e di coraggio.
Ho capito che pisciare controvento può essere pericoloso, ma non pisciare è peggio.
Ho capito che 40 è un bel numero, ma 39 è meglio.
Ho capito che tutto sommato rughe e cicatrici non mi stanno affatto male.
Ho capito che è inutile tentare di far capire qualcosa a chi non capisce.
Ho capito che si può piangere insieme ad un violinista sconosciuto.
Ho capito che so armare un casino per esserci.
Ho capito che non so inventare scuse per non esserci.
Ho capito quanto è prezioso incontrare qualcuno che capisce.
Ho capito che capisco subito quando qualcuno non capisce.
Ho capito che chi non fa di tutto per dimostrare di esserci, in fin dei conti non ci tiene poi così tanto a te.
Ho capito che il silenzio uccide, ma le parole…
Ho capito che so cucinare meglio di Adelina perché so far saltare i cibi in padella.
Ho capito che capire è difficile e che non capirò mai abbastanza proprio perché cambio e mi interrogo ogni giorno. Oggi ho avuto tante manifestazioni di affetto da persone che c’erano anche ieri e, di questo ne sono certo, ci saranno anche domani. Ho capito che è una fortuna, nonostante il mio caratteraccio e le mie spigolosità, avere ancora vicino, come tanti anni fa, molte persone che mi vogliono bene e alle quali voglio bene. In fine dei conti, viaggiare da soli non è poi così divertente e se l’avessi fatto non sarei arrivato fin qui…

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