Confessioni di un algoritmo fuori controllo è un saggio… no, non è un saggio, è un romanzo… no, non è nemmeno un romanzo… è una commistione spericolata tra un saggio, un romanzo, un racconto filosofico sul ruolo della tecnica, un metaromanzo sarcastico sulle dinamiche lavorative e una storia riguardante l’evoluzione digitale e tecnologica avvenuta negli ultimi quarant’anni. Attraverso una narrazione brillante e ironica, vengono affrontati temi di estrema attualità riguardanti una Pubblica Amministrazione conservatrice e inadeguata, alle prese con l’informatica, con i dati e le loro intrepretazioni, con l’intelligenza artificiale e con la resistenza al cambiamento. La voce narrante, un algoritmo che si manifesta attraverso le sembianze di Ananke, la dea della necessità, si prende gioco del lettore e dello scrittore, rivelandosi a volte cinica, a volte sarcastica e a volte indulgente. Nonostante la satira spietata, gli argomenti sono trattati con molto rigore e approfondiscono aspetti tecnici, etici e antropologici associati ai benefici ma soprattuto ai rischi di un’accelerazione tecnologica che ha stravolto tutti gli equilibri sociali, travolgendo contemporaneamente quattro generazioni, dai padri ai figli e dai nonni ai nipoti.
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